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Van de Beeten investe in un impianto di riciclaggio dei rifiuti di CDE
06 luglio 2026
Sono in corso i lavori di costruzione di un nuovo impianto di lavaggio, mentre l'ultimo rapporto ambientale olandese evidenzia le opportunità presenti nei Paesi Bassi.
Impianto di lavaggio CDE a Van Beeten, nei Paesi Bassi (Immagine: CDE)L'azienda familiare olandese Van de Beeten, specializzata in ingegneria civile, lavori di fondazione e riciclaggio, sta installando un impianto di trattamento a umido CDE per migliorare ulteriormente il recupero dei materiali e l'efficienza operativa, in linea con gli obiettivi dei Paesi Bassi di raggiungere un'economia completamente circolare entro il 2050.
Reso possibile in parte grazie a un finanziamento del Ministero olandese per il clima e la crescita verde, l'impianto da 120 tonnellate all'ora dovrebbe essere messo in funzione e pienamente operativo entro la fine dell'anno.
Il nuovo impianto è progettato per trattare una vasta gamma di flussi di materiali, tra cui aggregati secondari, calcestruzzo frantumato, ballast ferroviario e altri materiali provenienti dall'impianto di frantumazione e pre-vagliatura già esistente dell'azienda.
CDE ha affermato che questi flussi saranno trattati separatamente, anziché come alimentazione mista, per rimuovere ulteriormente i contaminanti "difficili" dai materiali. Ciò migliorerà la qualità e la resa di una gamma di prodotti ampliata che include frazioni da 0-2 mm, 0-4 mm e 4-8 mm utilizzate in diverse applicazioni come sabbia per pavimentazione e calcestruzzo.
Il progetto è stato approvato lo scorso anno, poco dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto biennale sull'economia circolare integrale (ICER), redatto dall'Agenzia olandese per la valutazione ambientale (PBL).
Il rapporto conclude che il Paese non è ancora riuscito a ridurre in modo significativo la quantità di materie prime primarie (nuove) utilizzate e che è improbabile che l'obiettivo di dimezzare tale quantità entro il 2030 venga raggiunto.
Allan Esmann, responsabile dello sviluppo commerciale di CDE, ha dichiarato: "Per ridurre la dipendenza dalle materie prime, dobbiamo dimostrare una forte domanda di mercato per i materiali secondari. Fondamentale in tal senso è migliorare la qualità dei materiali riciclati, in modo che siano pari, o forse addirittura superiori, a quelli vergini estratti dalle cave."
“Questo impianto rappresenta un ulteriore passo avanti verso l'economia circolare e contribuirà senza dubbio in modo significativo al più ampio obiettivo dei Paesi Bassi di diventare una società completamente circolare.”
Fondata nel 1940, Van de Beeten si è evoluta dalle sue origini nel settore dei servizi agricoli e di appalto fino a diventare un'azienda multidisciplinare di ingegneria civile e materiali, con sede a Veghel, nei Paesi Bassi.
Nel corso di oltre sessant'anni, da quando l'azienda ha intrapreso la transizione verso il movimento terra negli anni '60, Van de Beeten ha ampliato le proprie competenze in diversi settori, tra cui infrastrutture, lavori di sterro e lavorazione dei materiali.
Con circa 250 dipendenti distribuiti in diverse sedi operative, l'azienda a conduzione familiare si è progressivamente diversificata in attività legate all'economia circolare, tra cui la produzione e il riutilizzo di materiali edili secondari come il calcestruzzo frantumato.
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