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Le autorità del Regno Unito ricorrono alla squadra dei droni per contrastare i crimini legati ai rifiuti
20 febbraio 2026
Le autorità di regolamentazione del Regno Unito stanno intensificando l'uso di strumenti di sorveglianza aerea e di screening dei dati nel tentativo di limitare le attività illegali di smaltimento dei rifiuti, tra cui lo scarico di materiali da costruzione e demolizione.
Immagine generata tramite intelligenza artificialeL'Agenzia per l'ambiente (EA) ha annunciato un pacchetto potenziato di misure di controllo incentrato su una squadra di 33 droni, con piloti addestrati incaricati di identificare e mappare dall'alto i siti di smaltimento illegale di rifiuti.
Alcuni droni sono stati potenziati con la funzionalità Light Detection and Ranging (LiDAR), che consente l'acquisizione di dati topografici ad alta risoluzione a supporto delle indagini e dei procedimenti giudiziari.
I rifiuti edili, tra cui terra, macerie, cartongesso e altri materiali di demolizione, possono far parte del materiale scaricato illegalmente in siti non autorizzati.
L'EA ha affermato che una mappatura migliorata consentirà agli agenti di individuare con precisione dove sono stati depositati i rifiuti, rafforzando le prove a sostegno delle azioni penali.
L'operazione estesa con i droni fa parte di un'azione repressiva più ampia che include nuovi strumenti di screening digitale e investigatori specializzati aggiuntivi. Secondo l'EA, i suoi droni hanno volato 272 ore da luglio dello scorso anno, con una maggiore attenzione ai reati legati ai rifiuti.
Oltre al monitoraggio aereo, l'EA ha introdotto un nuovo software per confrontare le domande di licenza per operatori di veicoli pesanti (HGV) con i propri registri pubblici di permessi per il trasporto di rifiuti e licenze di trasporto.
Ogni settimana, i dati pubblicati dall'Office of the Traffic Commissioner vengono confrontati con i registri dell'EA, consentendo agli agenti di segnalare gli operatori che potrebbero tentare di spostare rifiuti senza le autorizzazioni appropriate.
Lo strumento è stato sperimentato nell'East Anglia, dove ha individuato un'azienda che aveva trasferito il suo centro operativo di veicoli pesanti nel tentativo di evitare provvedimenti coercitivi.
L'agenzia ha inoltre ampliato l'Unità Congiunta per i Reati sui Rifiuti, passando da 13 a 20 specialisti, tra cui ex agenti di polizia. L'unità collabora con le squadre locali di contrasto alla criminalità organizzata, le forze di polizia e l'Agenzia Nazionale per la Criminalità (NAC) per contrastare le reti criminali organizzate coinvolte in attività illecite legate ai rifiuti.
Le ultime misure seguono quello che l'agenzia ha descritto come un anno record per l'applicazione della legge, con 751 discariche illegali chiuse e 221 procedimenti giudiziari avviati fino a marzo 2025.
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